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ogliamo rendere, con l’avvio del mese di maggio, onore all’autore che ha aperto le porte alla scoperta dell’inconscio, nato il 6 di questo mese. Freud è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi.

 

Siamo a fine ottocento quando esce la prima pubblicazione di Freud sull’Interpretazione dei sogni, testo rivoluzionario perché all’epoca il sogno era sottovalutato nella sua funzione psicologica e comunicativa.

 

Gli studi di Freud sull’attività onirica sono patrimonio culturale, sociale oltre che psicologico ed emotivo in quanto hanno permesso di capire e inquadrare meglio il funzionamento delle persone e raccogliere informazioni ad un livello più profondo della coscienza.

 

A partire dalle ricerche di questo psicoanalista si è potuto comprendere che già i neonati sono in grado di sognare!

Prima dei 3 anni i bambini sognano ma faticano a raccontarli e secondo Freud i sogni infantili rispecchiano le caratteristiche tipiche dei bambini, ossia risultano essere brevi ma molto chiari in quanto sono un prolungamento dei loro bisogni e della possibilità di soddisfarli, oppure echeggiano vicissitudini della loro vita quotidiana (familiare, scolastica, ricreativa …). Importante sapere che a questa età i bambini sognano senza alcun turbamento emotivo.

 

Si specifica che, prima dei 3 anni, è fisiologica la comparsa di possibili pavor notturni, ossia incubi caratterizzati da urla o pianto come se il bambino fosse in preda ad un forte terrore.

 

Intorno ai 4 anni i bambini cominciano a raccontare i sogni che possono avere sia contenuti fantastici, che realistici; i compagni di gioco sono frequenti protagonisti della loro attività onirica.

 

Intorno ai 5 anni e fino agli 11 iniziano ad apparire i sogni simbolici che risultano, a volte, faticosi nella loro interpretazione in quanto indecifrabili.

 

Nello specifico, dai 5 ai 7 anni i sogni diventano più lunghi, acquistano spesso un contenuto affettivo e vedono il protagonismo del bambino stesso, talvolta nelle sembianze del suo supereroe/personaggio della televisione preferito. A questa età i sogni sono per lo più piacevoli anche se possono comparire alcuni segnali di ansietà.

 

Tra gli 8 e gli 11 anni i bambini sono più portati a raccontare i loro sogni che spesso hanno come contenuto eventi scolastici e sportivi.

  

Suggeriamo a tutti i genitori e i care giver di fronte ad un bambino che prova ad esporre il suo sogno di mostrarsi caldamente interessati, ascoltando con curiosità senza interpretarne il contenuto, magari condividendolo tramite un disegno.

 

Chi siamo

Siamo due Psicologhe Psicoterapeute che, da oltre un decennio, collaborano a stretto contatto all’interno dello stesso studio, formatesi entrambe in terapia EMDR ed in psicologia giuridica.

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